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NOTIZIA 6

SCONTO DI PENA PER PLATINI
Platini, dal ricorso al Tas solo uno sconto: squalifica ridotta da 6 a 4 anni  Nessuna assoluzione, non potrà quindi tornare a capo della Uefa. I legali: "Si dimette"





La storia tra Michel Platini e l'Uefa è arrivata al capolinea. Il Tas ha solo alleggerito la squalifica inflittagli dalla Fifa nell'ambito dell'inchiesta su un pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri versato nel 2011 al francese dalla Federazione Internazionale per un lavoro svolto anni fa. Pena ridotta da 6 a 4 anni. Una decisione che provocherà le dimissioni di Platini dalla carica di presidente dell'Uefa.
L'obiettivo di Platini era chiaro: vincere il ricorso, per tornare in pompa magna alla guida dell'Uefa proprio per gli Europei di casa. Niente di tutto questo. La squalifica iniziale di 8 anni, arrivata in relazione alla controversa vicenda del pagamento di due milioni di franchi svizzeri da parte dell'ex presidente della Fifa Joseph Blatter, era stata ridotta dalla commissione d'appello della Fifa a sei anni lo scorso febbraio. Platini si è sempre dichiarato innocente: il pagamento per consulenze tra il 1998 ed il 2002 era stato effettuato solo nel 2011 e senza alcun contratto scritto. Il Tas ha stabilito che la squalifica dovrà essere di 4 anni.
Dopo la sentenza del Tas gli avvocati di Platini hanno annunciato che il francese rassegnerà le dimissioni dall'incarico di presidente dell'Uefa, carica che ricopriva dal 2007.
PLATINI: E' UN'INGIUSTIZIA, MI DIMETTO
"Prendo atto della decisione presa oggi dal Tas ma la considero una profonda ingiustizia". Così Michel Platini ha commentato in una nota la conferma della squalifica, ridotta da sei a quattro anni, da parte del Tribunale arbitrale dello sport nei suoi confronti. "Questa decisione - continua - mi impone una sospensione la cui durata mi impedirà, guarda la coincidenza, di candidarmi alle prossime elezioni per la presidenza della Fifa. Come convenuto con le varie Federazioni nazionali, mi dimetto dalle mie funzioni da presidente della Uefa al fine di proseguire la mia battaglia davanti ai tribunali svizzeri per dimostrare la mia onestà. La vita mi ha sempre riservato grandi sorprese e sono disposto a viverne altre".
LA RICOSTRUZIONE E LA DECISIONE DEL TAS
Il Tas ha emesso la propria sentenza poco prima delle 11 di lunedì mattina. "La sospensione di Platini è stata diminuita da 6 a 4 anni, la multa di 80.000 franchi svizzera diventa di 60.000 mila. Platini si era appellato per vedere la squalifica azzerata". Nel panel che ha studiato l'arbitrato un italiano (Luigi Fumagalli), un francese (Jan Paulsson) e un belga (Bernard Hanotiau).
"Il Tas ha verificato l'esistenza di un regolare contratto di assunzione tra la Fifa e Platini, firmato nel 1999 e che prevedeva uno stipendio annuo da 300mila franchi svizzeri. Quel contratto è terminato nel 2002 quando Platini è diventato membro del Comitato esecutivo della Fifa. È stato l'1 febbraio 2011 - 4 mesi prima delle elezioni del presidente della Fifa con Blatter e Bin Hammam candidati - che la Fifa ha pagato i 2 milioni di franchi a Platini. Il quale si è giustificato dicendo che quella cifra era stata concordata verbalmente con Blatter nel 1998 quando il futuro presidente della Fifa stava negoziando con lui uno stipendio da 1 milioni di franchi all'anno. Il panel del Tas comunque non è convinto della legittimità del pagamento dei 2 milioni di franchi. Non c'è documentazione che può provare tutto ciò.
LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA
Nelle motivazioni che hanno portato alla riduzione della squalifica, il Tas ha ritenuto che Platini, ricevendo dalla Fifa il versamento di due milioni di franchi nel 2011, ha ottenuto un ''vantaggio indebito'' ed è colpevole di "conflitto di interessi", violando gli articoli 20 e 19 del codice di etica della Fifa. Il francese non è stato invece sanzionato per "'violazione di regole generali di comportamento"' né per "violazione di dovere di lealtà" (articoli 13 e 15 del codice di etica), ciò che spiega la riduzione della sanzione a quattro anni, ossia "la durata di un mandato presidenziale".
Il TAS ha riconosciuto che Platini aveva svolto un lavoro presso la Fifa. Tuttavia, la formazione arbitrale non "è convinta della legittimità del versamento di 2 milioni di franchi svizzeri, intervenuto otto anni dopo la cessazione dei rapporti di lavoro, che non riposa su alcun documento e non corrisponde alla parte dello stipendio presuntamente impagato". Il TAS segnala inoltre che Platini è "stato beneficiario in modo retroattivo di un piano di previdenza al quale non aveva diritto". Il TAS aggiunge che "una sanzione severa è giustificata a causa delle funzioni superiori esercitate da Michel Patini (presidente Uefa e vice-presidente Fifa), l'assenza di pentimento e l'impatto che questo affare ha avuto sulla reputazione della Fifa".



 
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